Andrea di stefano dating

Posted by / 28-Dec-2017 00:08

La popolazione di Almenno aveva una grandissima devozione per la chiesa.Una "scola", confraternita laica del Sacramento, provvedeva al suo buon governo collaborando con i frati, mentre persone di ogni ceto sociale facevano offerte e disponevano lasciti per le opere di culto e per l'abbellimento dell'edificio.Nei primi decenni del secolo le famiglie più ricche ottennero dai frati di poter avere in chiesa una cappella di famiglia con il relativo sepolcro.Provvidero inoltre, a proprie spese, a realizzare gli undici altari nei fianchi della navata, ingaggiando artisti di talento per abbellirli, e disposero lasciti perpetui a favore delle cappelle laterali per la celebrazione di messe.Il monastero venne edificato contemporaneamente, addossato al fianco sud della chiesa, che fu consacrata il 16 novembre 1518.Nel Cinquecento il complesso di Santa Maria della Consolazione visse il momento più luminoso della sua storia: vi dimoravano stabilmente in media sette frati, dediti alla preghiera, allo studio e alla predicazione.Si continuò ad arricchire la chiesa di opere d'arte e di nuovi abbellimenti, non sempre felici negli esiti: ne sono un esempio gli stucchi barocchi della metà del ‘600, che deturpano l'aspetto originario dell'edificio.Il culto a San Nicola ebbe tale successo che, a partire dalla seconda metà del Seicento, la chiesa stessa cominciò ad essere chiamata con il suo nome.

Infatti, attraverso l’utilizzo condiviso di alcuni dispositivi, i visitatori azionano una pompa che immette aria all’interno del gonfiabile, contribuendo a dar vita al grande cuore della città.

Nel Seicento il monastero, pur continuando ad essere luogo di preghiera e di meditazione, centro propulsore di fede e di carità, andò gradualmente perdendo in vitalità e fervore.

La comunità religiosa ridusse il numero dei frati a non più di cinque.

La sua nascita è dovuta ad una pestilenza che imperversava negli anni 1483-84: gli Almennesi fecero voto a Dio che avrebbero costruito una "cappella" in onore dei santi Sebastiano e Rocco, tradizionali protettori contro le malattie infettive, se il contagio fosse finito presto, come effettivamente avvenne.

Nel 1485, mentre già si pensava di avviare i lavori, la predicazione del frate agostiniano Alberto da Sarnico convinse la popolazione ad edificare, invece della cappella progettata, una chiesa intitolata a S.

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Seguì un lungo periodo di decadenza, durante il quale la chiesa fu raramente utilizzata.

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